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| I numerosi capitoli iniziali della
"Pietra filosofale" Esistevano molte versioni alternative per il primo capitolo della "Pietra filosofale". Quella che infine ho scelto, non è tra i miei scritti migliori: molti mi hanno detto di averla trovata difficile da leggere, in confronto al resto del libro. Il problema con quel capitolo era: dare moltissime informazioni, ma nasconderne ancora di più (come succede spesso nei libri di Harry Potter). C'erano varie versioni in cui si assisteva all’ingresso di Voldemort a Goldrick's Hollow e all’uccisione dei Potter; nelle prime bozze era un Babbano a rivelare dove si trovavano. Poi, con l’evolversi della storia, Minus divenne il traditore, e questo orribile Babbano svanì. In altre bozze era presente un personaggio di nome "Pyrites", che significa "oro degli stolti". Era un servo di Voldemort che s’incontrava con Sirius davanti alla casa dei Potter. Alla fine eliminai anche Pyrites, nonostante mi piacesse molto: era un damerino con i guanti bianchi di seta, che pensavo di poter macchiare artisticamente di sangue, di tanto in tanto. Nelle primissime bozze del primo capitolo della "Pietra filosofale" i Potter vivevano su un'isola remota e la famiglia di Hermione viveva sulla terraferma; il padre di Hermione vedeva sul mare qualcosa che sembrava un'esplosione, salpava durante una tempesta e scopriva i cadaveri dei Potter nelle rovine della loro casa. Ora non riesco a ricordare esattamente perché mai mi sembrò una buona idea, ma non mi ci volle molto a capire che non andava bene, perché in tutte le bozze successive collocai i Potter a Goldrick's Hollow. Il capitolo iniziale del sesto libro Ero sul punto di usare un capitolo molto simile a questo prima nella "Pietra filosofale" (era uno dei primi capitoli scartati), poi nel "Prigioniero di Azkaban" e infine nell'"Ordine della fenice". Finalmente, in quest’ultimo libro funziona, e quindi lo lascio qui. Non aggiungerò altro ma, quando lo leggerete, considerate che è stato in fermentazione per circa tredici anni. Le origini di Dean Thomas (La camera dei segreti) Chi ha letto sia la versione americana che quella inglese della "Pietra filosofale", forse avrà notato che nel libro inglese non si parla dell'aspetto di Dean Thomas, mentre in quello americano c'è una sua brevissima descrizione (nel capitolo "Il Cappello Parlante"). Nella versione inglese c'è stato un taglio editoriale; al mio redattore quel capitolo sembrava troppo lungo e sfrondò tutto quello che riteneva superfluo. Però, durante la scelta del cast per la versione cinematografica della “Pietra filosofale”, io dissi a Chris, il regista, che Dean era un londinese di colore. Credo che Chris sia rimasto un po’ sorpreso dalla quantità di dati che avevo su questo personaggio marginale. Ho parecchie informazioni sulle origini di Dean, ma non ho mai trovato il punto giusto in cui inserirle. La sua storia faceva parte della prima bozza della "Camera dei segreti", ma poi la tagliai, perché sembrava una digressione superflua. Ora credo che non troverà mai più spazio in un libro. Dean aveva sempre creduto di avere origini esclusivamente Babbane. Cresciuto con la madre e il patrigno, poiché il vero padre aveva abbandonato la famiglia quando Dean era molto piccolo, aveva vissuto una felicissima vita familiare, con vari fratellastri e sorellastre. Naturalmente, quando arrivò la lettera di Hogwarts, la madre di Dean si chiese se il padre fosse un mago, ma nessuno ha mai scoperto la verità: il padre di Dean, che non aveva mai svelato alla moglie la sua vera identità per proteggerla, fu ucciso dai Mangiamorte quando rifiutò di unirsi a loro. Nella storia che avevo immaginato, Dean scopriva la verità nel corso della sua carriera scolastica. In un certo senso, ho sacrificato il viaggio di scoperta di Dean per lasciare spazio a quello di Neville, più importante per la trama centrale. Mafalda (Il calice di fuoco) Ho già parlato in passato della cugina dei Weasley, presente nel "Calice di fuoco" eliminata all'ultimo momento. Quel personaggio mi piaceva molto e non volevo sacrificarla, ma non rispondeva ai miei piani, e quindi dovette andarsene. Mafalda era la figlia del "cugino di secondo grado che fa il ragioniere" nominato nella "Pietra filosofale". In passato, questo ragioniere si comportò male nei confronti dei Weasley ma, non appena lui e la moglie Babbana si trovarono una streghetta per casa, riallacciarono i rapporti con i Weasley per ottenere aiuto ad introdurla nel mondo magico prima prima che iniziasse gli studi a Hogwarts. I Weasley accettarono di ospitarla per una parte dell'estate, e anche di portarla alla Coppa del Mondo di Quidditch, ma se ne pentirono quasi subito. La signora Weasley sospettava che i genitori di Mafalda avessero semplicemente voluto liberarsene per un po', perché si rivelò la ragazzina più sgradevole che avesse mai conosciuto. Mafalda avrebbe dovuto trasmettere a Harry, Ron e Hermione certe informazioni sui Mangiamorte perché, da brava Serpeverde ficcanaso e spiona a cui piace fare colpo, non sapeva tenere la bocca chiusa quando captava le conversazioni dei figli dei Mangiamorte. Purtroppo, anche se l'avevo resa una bambina molto sveglia, c'erano ovvi limiti a quanto potesse scoprire un'undicenne chiusa in una scuola; Rita Skeeter, che creai per svolgere la funzione di Mafalda, era molto più flessibile. Con Mafalda, Hermione aveva finalmente un degno avversario. Con grande orrore di quest'ultima, Mafalda era una ragazzina molto dotata e certamente esibizionista, che creava un conflitto nel carattere di Hermione che, da una parte si indignava di fronte alla mancanza di rispetto delle regole, dall’altra desiderava fare altrettanto e superarla. Malfoy e Nott (La camera dei segreti/Il calice di fuoco) Questa scena mi piaceva così tanto che ho tentato di usarla due volte; purtroppo non funzionava in nessuno dei due casi, quindi alla fine l'ho messa in una delle scatole di cartone in cui tengo tutte le mie vecchie bozze, gli appunti, le bollette dell'elettricità e gli incarti dei chewing-gum. Come nel caso di Dean Thomas, la storia di Theodore Nott è molto più ricca di quella pubblicata sui libri. Cresciuto con un padre molto anziano, vedovo e Mangiamorte, Theodore è un ragazzo intelligente e solitario che non sente il bisogno di appartenere ad una banda, neanche a quella di Malfoy. In questa scena, tuttavia, il padre di Theodore (lo stesso Nott che viene gravemente ferito negli ultimi capitoli dell'"Ordine della fenice") va a trovare Lucius Malfoy per parlare di questioni relative a Voldemort, e noi possiamo vedere Draco e Theodore da soli in giardino, che parlano tra di loro. Mi piaceva davvero quella scena, innanzitutto perché mostrava la casa dei Malfoy e la differenza tra il luogo in cui è cresciuto Draco e il numero 4 di Privet Drive; poi perché raramente vediamo Draco parlare con qualcuno che considera suo pari, ed è obbligato a vedere Theodore come tale, perché Theodore è un purosangue esattamente come lui, solo un po' più intelligente. Questi due figli dei Mangiamorte parlano di come Silente gestisce Hogwarts e di Harry Potter, e citano tutte le storie che raccontano i Mangiamorte su come il piccolo Harry sia sopravvissuto all'attacco del Signore Oscuro. Mopsy, l'amante dei cani (Il calice di fuoco) Quando Felpato spuntò di nuovo nel "Calice di fuoco", decisi di farlo risiedere a Hogsmeade, nella casa di una vecchia strega eccentrica e amante dei cani. Questa viveva con un branco di cagnacci dei quali il vicinato si lamentava continuamente per l’abbaiare e la confusione, e aveva accolto anche Sirius, credendolo un randagio. Penso che il mio redattore fece bene a chiedermi di sbarazzarmi di Mopsy, perché non aggiungeva nulla alla trama; è solo che mi piaceva ritrarre una stramba amante dei cani (in contrapposizione alla signora Figg, la stramba amante dei gatti). Ma, in effetti, aveva più senso piazzare Sirius in una semplice grotta in cui poter parlare di Bartemius Crouch (jr) senza distrazioni. |
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